L'Istat ha pubblicato ieri, 9 ottobre 2026, i conti economici trimestrali aggiornati: il Pil italiano cresce dello 0,2% nel II trimestre 2026 rispetto al I trimestre e dell'1,0% su base annua. La variazione acquisita per l'intero 2026 si attesta al +0,8%, poco sotto l'1% previsto dal governo nel Dpfp.

Il quadro che emerge dai dati Istat è a luci e ombre: da un lato la crescita prosegue per il quarto trimestre consecutivo (espansione iniziata nel III trimestre 2025), dall'altro la pressione fiscale sale al 43,5% (+0,5 punti sul II trimestre 2025), segnando un nuovo record che pesa sui bilanci delle famiglie.

I numeri chiave del II trimestre 2026

IndicatoreII Trim 2026II Trim 2025Variazione
Pil (var. congiunturale)+0,2%——
Pil (var. tendenziale)+1,0%——
Crescita acquisita 2026+0,8%——
Pressione fiscale43,5%43,0%+0,5 pp
Indebitamento netto/Pil-2,0%-2,1%+0,1 pp
Reddito disponibile famiglie (var.)+0,4%——
Consumi famiglie (var.)+1,7%——
Propensione al risparmio6,7%7,9%-1,2 pp

Fonte: Istat — Comunicato stampa 9 ottobre 2026; ANSA 5 ottobre 2026 "La pressione del fisco sale al 43,5%, manovra a caccia di coperture".

Crescita: espansione confermata, ma sotto le attese del governo

Il +0,2% congiunturale conferma la stima preliminare e segnala che l'economia italiana continua a espandersi, trainata da consumi privati (+1,7% nel trimestre) e investimenti. La crescita acquisita per il 2026 sale a +0,8%, ancora inferiore all'1% indicato nel Dpfp approvato dal Cdm il 2 ottobre. L'OCSE ha recentemente rivisto al rialzo la previsione 2026 a +0,9% (da +0,5% di giugno), segnalando un'accelerazione rispetto al 2025.

Il dato sui consumi (+1,7%) è superiore alla crescita del reddito disponibile (+0,4%), il che spiega il calo della propensione al risparmio al 6,7% (-1,2 punti). Le famiglie stanno attingendo ai risparmi per sostenere i consumi, in un contesto di inflazione ancora presente e potere d'acquisto eroso.

Pressione fiscale al 43,5%: nuovo record, famiglie sotto pressione

Il dato più rilevante per le tasche degli italiani è la pressione fiscale al 43,5% nel II trimestre, in aumento di mezzo punto rispetto allo stesso periodo 2025. Secondo il Dpfp, per l'intero 2026 la pressione fiscale è attesa al 43,0% (+0,1 pp sul 2025), con un contributo determinante dalla lotta all'evasione e dalla tax compliance.

La combinazione redditi che crescono meno dei consumi + pressione fiscale record comprime il potere d'acquisto reale. Per una famiglia media, significa che una quota crescente del reddito lordo finisce in tasse, lasciando meno margine per risparmio e investimenti.

⚠️ Attenzione: La pressione fiscale al 43,5% è un dato congiunturale (II trimestre). Il dato annuale 2026 atteso dal Dpfp è 43,0%. La tendenza però è chiara: le entrate crescono più del Pil (+3,6% entrate finali vs +0,8% Pil nominale), segno che il prelievo si sta intensificando.

Deficit in miglioramento: -2,0% nel trimestre, ma il 2025 resta al 3,1%

L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche nel II trimestre 2026 si attesta al -2,0% del Pil, in miglioramento dal -2,1% dello stesso trimestre 2025. Tuttavia, il dato definitivo 2025 confermato dall'Istat a settembre rimane al 3,1%, sopra la soglia del 3% per l'uscita anticipata dalla procedura d'infrazione Ue.

Il ministro Giorgetti ha preso atto «con rammarico» del dato 2025, confermando che l'uscita dalla procedura potrebbe avvenire nel 2027, in linea con le previsioni del Dfp. Il deficit 2026 è previsto al 2,9% (sotto il 3%), mentre per il 2027 il Dpfp indica un deficit al 3,4% a causa dello scostamento per energia e difesa (14,4 mld nel biennio).

Cosa significa per la manovra 2027

Il quadro macroeconomico delineato dall'Istat e dal Dpfp consegna al governo un contesto stretto:

  • Spesa netta: il parametro-chiave del nuovo Patto di stabilità non concede margini di ulteriore deficit sul 2027; circa 3,5 mld di spazio sul 2028 e 6,5 mld sul 2029.
  • Interessi: la spesa per interessi sfonderà i 100 miliardi nel 2027, assorbendo risorse.
  • Coperture: ogni misura (taglio Irpef fino a 60k €, flat tax under 35, abolizione bollo auto, pensioni anticipate, bonus assunzioni, sanità) dovrà avere copertura integrale — tasse o tagli.
  • Scostamento energia/difesa: il voto parlamentare del 13 ottobre sull'autorizzazione a 14,4 mld per ciascuna voce (maggioranza assoluta richiesta) sarà il primo banco di prova.

In sintesi: crescita c'è, ma i margini fiscali sono compressi. La manovra 2027 sarà "a copertura integrale" — chi vuole una misura deve indicare dove prendere i soldi.

Strumenti utili per orientarsi

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💬 Domande frequenti

Quanto è cresciuto il Pil italiano nel II trimestre 2026?

Secondo l'Istat, il Pil italiano è cresciuto dello 0,2% nel II trimestre 2026 rispetto al trimestre precedente e dell'1,0% su base annua.

A quanto ammonta la pressione fiscale nel II trimestre 2026?

La pressione fiscale si è attestata al 43,5%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025.

Come sta il deficit pubblico nel II trimestre 2026?

L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è migliorato al -2,0% del Pil, dal -2,1% dello stesso trimestre 2025.

Cosa significa per la manovra 2027?

La crescita confermata e il deficit in miglioramento danno un quadro misto: la pressione fiscale al 43,5% limita i margini per nuovi interventi senza coperture. Il Dpfp indica spazi quasi azzerati per il 2027.

Qual è la crescita acquisita per il 2026?

La variazione acquisita del Pil per il 2026 è pari a +0,8%, poco sotto l'1% previsto dal governo nel Dpfp.

Disclaimer

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria. I dati macroeconomici citati provengono da fonti ufficiali (Istat, ANSA, Dpfp) e sono riportati fedelmente alla data di pubblicazione. Le previsioni su manovra e conti pubblici sono basate su documenti programmatici e possono variare. Per decisioni patrimoniali rilevanti, consulta un professionista abilitato.